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Musica, Anima Mundi

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La musica è un linguaggio universale. I suoni scavalcano il significato delle parole e oltrepassano i confini stabiliti dalle convenzioni, abbracciando i popoli che vivono dall’una o dall’altra parte.

Pochi giorni fa è andata in onda su RAI 3 una trasmissione (“Una notte all’opera”, speciale di “Che tempo che fa”) in cui è intervenuto, tra gli altri, Daniel Barenboim, Direttore d’orchestra e Ambasciatore dell’ONU per la Pace, che da anni si batte per il superamento dei conflitti tra etnie o ideologie contrapposte, ricorrendo al solo strumento pacifico della cosiddetta “Arte dei suoni”.

E’ una musica delicata questa, che non sempre si riesce a cogliere in mezzo al frastuono quotidiano in cui troppo spesso rumoreggia la violenza e la prevaricazione sociale.

Eppure, con un orecchio teso attivamente ad accogliere la pace, si possono notare in questo periodo (ma come sempre, se ci si dispone all’ascolto) altre buone notizie di attualità, tra le quali spiccano il Festival di musica ebreo-arabo, svoltosi recentemente in Marocco, e il coinvolgimento diretto del più alto rappresentante della chiesa cattolica, Benedetto XVI, in un progetto musicale (…o come si diceva una volta, un “disco”) che lo vede cantare e suonare accanto ad un non-credente, ad un cattolico e a un musulmano.

Anima Mundi, la musica è un linguaggio universale. Ci parla, possiamo ascoltarla e oltre ogni frastuono possiamo noi stessi parlare con i nostri suoni e farci ascoltare…

…suonare o cantare, si direbbe (al di là se pensiamo di “saperlo fare” o meno).

Pace… e musica a tutti,

Lino :-)

(“ilviolinodieinstein.it”)

Per chi volesse approfondire:

Barenboim D., La musica sveglia il tempo, Milano Feltrinelli, 2008

Barenboim D., Said E. D., Paralleli e paradossi. Pensieri sulla musica, la politica e la società, Milano, Il Saggiatore, 2008

http://it.wikipedia.org/wiki/West_Eastern_Divan_Orchestra

http://www.chetempochefa.rai.it

http://frammentivocalimo.blogspot.com/2009/11/marocco-festival-musicale-ebreo-arabo.html

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/musica/grubrica.asp?ID_blog=37&ID_articolo=1634&ID_sezione=62&sezione

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Quale orario per corsi e laboratori?

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Per corsi di una o due ore quel’è per voi l’orario migliore?

  1. in settimana tardo pomeriggio (es. 18:30)
  2. in settimana dopo cena (es. 21:00 )
  3. fine settimana in mattinata
  4. fine settimana pomeriggio
  5. fine settimana dopo cena
  6. altro (segnalate voi)

Seguireste  workshop full immersion ( 4/8 ore) su argomenti di vostro interesse nel week end?

Diteci la vostra, ci permetterà di strutturare un servizio migliore

Lo Staff

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Più formativo lo stile "classe" o quello "ripetizioni"?

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Ecco riproposto un vecchio quesito: se sia più formativo creare delle classi oppure corsi individuali (come le mai passate di moda ripetizioni)…

Probabilmente una risposta definitiva non c’è e non ci sarà mai: ogni corso e ogni disciplina hanno storia a se. Sicuramente è comunque una questione da porsi se e quando si debba organizzare un evento formativo.

Come DCNC stiamo studiando attentamente l’ipotesi di articolare dei corsi individuali, o al massimo di coppia, per tutti gli argomenti che abbiamo a catalogo. Vien da se che un corso individuale sia completamente modulabile e adattabile alle esigenze dello studente sia negli orari, che nella durata, che nei programmi.

Cosa ne pensi?

Sandro Ghini

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Certificare o non certificare...

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Sa utilizzare quel programma? Domanda tipica in un colloqui di lavoro la cui risposta, solitamente, è: ‘certamente’!! Quante volte la risposta corrisponde a verità? E passando dall’altra parte: quante volte non è considerata a sufficienza la nostra competenza di un determinato software?

Fatto salvo per la ‘patente europea dell’informatica’ in pochi (sia tra i datori’ di lavoro che tra i candidati) conoscono l’esistenza delle certificazioni rilasciate dai produttori dei singoli programmi riguardo la competenza specifica (specialmente in ambito grafico e sistemistico).

In questo momento di crisi sotto l’aspetto professionale poter certificare in modo ufficiale le proprie conoscenze potrebbe rivelarsi molto utile e strategicamente vincente.

Se siete interessati a saperne di più contattateci a info@dcnc.it

Sandro Ghini

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La musica bambina

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Nella nostra città, va in scena da oggi una fiaba musical-teatrale di Roberto Piumini con la musica del Maestro Andrea Basevi, “I capelli del diavolo” per la regia di Patrizia Ercole (Auditorium Eugenio Montale).

Spesso – anche tra qualificati addetti ai lavori – questo tipo di musica è considerata minore, per il fatto di essere rivolta ad un pubblico che non ha ancora appreso la cosiddetta Realtà adulta dei suoni intesi come Arte…

…Eppure, è forse proprio tra queste note, destinate ad un pubblico che non si è ancora irrigidito crescendo, che si può ritrovare – oltre che un po’ di se stessi – anche l’essenza più pura della musica: in quante lingue del mondo “giocare” vuol dire allo stesso momento “suonare”, così come “recitare” (ma spesso anche “scherzare”, “ricrearsi”, “divertirsi”…)? Tante…

… e allora tanta musica bambina a tutti!

Lino :-)

(“ilviolinodieinstein.it”)

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Presentare un progetto va bene, ma farlo capire visivamente sarebbe meglio!

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il video completo a qusto indirizzo

Notizia recentissima per la città di Genova: una nuova proposta della Fondazione Genoa per il nuovo stadio Luigi Ferraris. Queste immagini sono state tratte dalla presentazione alla stampa e alla città.

Non voglio minimamente entrare nel merito del progetto ma una cosa mi salta agli occhi:

cosa si riesce a leggere in queste Slide ( diapositive) della presentazione? premetto che ho 11 decimi di vista (anche se per il lavoro al pc devo portare gli occhiali per non affaticare gli occhi) e devo ammettere che

1) non leggo quello che c’è scritto

2) anche se con enorme sforzo riuscissi a leggere il contenuto molto probabilmente perderei di vista il discorso generale.

3) la telecamera, e ripeto la telecamera, per leggere il dato fornito da una normativa ha dovuto zoomare molto..

A cosa serve una presentazione così?

Non è questione di carattere, stile del testo o altro… è l’idea il punto fallace. L’obiettivo di una presentazione visuale dovrebbe essere quello di fornire supporto alle parole pronunciate (verba volant, scripta manent) e aiutare ad indentificare il concetto o i concetti salienti per ogni passaggio.

Se siete interessati a saperne di più tornate a trovarci: a breve molte novità!

Sandro Ghini

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Benvenuti sul nuovo sito

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Nella speranza che il nostro nuovo sito vi piaccia, vi auguriamo Buona Navigazione!

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Ultimi posti per l'incontro gratuito di lunedi 12

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Ci sono ancora pochi posti per il corso di Lunedì 12 ottobre, vi chiediamo la cortesia di inviarci una mail a info@dcnc.it per confermare la presenza. Al raggiungimento dei 12 partecipanti saranno chiuse le registrazioni.

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