Video delle Conversazioni sulla comunicazione

Ecco riproposto un vecchio quesito: se sia più formativo creare delle classi oppure corsi individuali (come le mai passate di moda ripetizioni)…

Probabilmente una risposta definitiva non c’è e non ci sarà mai: ogni corso e ogni disciplina hanno storia a se. Sicuramente è comunque una questione da porsi se e quando si debba organizzare un evento formativo.

Come DCNC stiamo studiando attentamente l’ipotesi di articolare dei corsi individuali, o al massimo di coppia, per tutti gli argomenti che abbiamo a catalogo. Vien da se che un corso individuale sia completamente modulabile e adattabile alle esigenze dello studente sia negli orari, che nella durata, che nei programmi.

Cosa ne pensi?

Sandro Ghini

Sa utilizzare quel programma? Domanda tipica in un colloqui di lavoro la cui risposta, solitamente, è: ‘certamente’!! Quante volte la risposta corrisponde a verità? E passando dall’altra parte: quante volte non è considerata a sufficienza la nostra competenza di un determinato software?

Fatto salvo per la ‘patente europea dell’informatica’ in pochi (sia tra i datori’ di lavoro che tra i candidati) conoscono l’esistenza delle certificazioni rilasciate dai produttori dei singoli programmi riguardo la competenza specifica (specialmente in ambito grafico e sistemistico).

In questo momento di crisi sotto l’aspetto professionale poter certificare in modo ufficiale le proprie conoscenze potrebbe rivelarsi molto utile e strategicamente vincente.

Se siete interessati a saperne di più contattateci a info@dcnc.it

Sandro Ghini

Nella nostra città, va in scena da oggi una fiaba musical-teatrale di Roberto Piumini con la musica del Maestro Andrea Basevi, “I capelli del diavolo” per la regia di Patrizia Ercole (Auditorium Eugenio Montale).

Spesso – anche tra qualificati addetti ai lavori – questo tipo di musica è considerata minore, per il fatto di essere rivolta ad un pubblico che non ha ancora appreso la cosiddetta Realtà adulta dei suoni intesi come Arte…

…Eppure, è forse proprio tra queste note, destinate ad un pubblico che non si è ancora irrigidito crescendo, che si può ritrovare – oltre che un po’ di se stessi – anche l’essenza più pura della musica: in quante lingue del mondo “giocare” vuol dire allo stesso momento “suonare”, così come “recitare” (ma spesso anche “scherzare”, “ricrearsi”, “divertirsi”…)? Tante…

… e allora tanta musica bambina a tutti!

Lino :-)

(“ilviolinodieinstein.it”)

Prossimi eventi

Facebook Image
twitter

rcd

Partner per la Formazione